Sessualità.

 
 
Unioni e libertà 

 
E’ da molto tempo che volevo esprimere i miei pensieri sui PACS e sull’omosessualità in generale.
Ma non credo basti questo primo approccio per farlo.
 

Non passa giorno che non vi è qualche notizia legata al mondo gay mentre sulla pagina italiana di Yahoo!News giornaliermente vi sono notizie specifiche, provenienti da tutto il mondo. Perdonate la mia ignoranza in merito, ma credo che vi saranno certamente molte altre pagine web dedicate all’informazione e al mondo gay, che io non conosco. Riguardo ai PACS, il primo passo da fare è quello ci capire cosa diavolo siano!
Per PaCS, Patti Civili di Solidarietà, si intendono accordi (volontari) tra due persone maggiorenni dello stesso sesso o di sesso diverso volti a regolare i rapporti personali e patrimoniali relativi alla loro vita in comune. Sono un’opzione in più oltre al Matrimonio e alla convivenza "di fatto".
Ci sono diverse proposte di legge sui Pacs; quella principale e che ha ottenuto più firme tra i parlamentari è la proposta Grillini "Patto Civile di Solidarietà e Unione di Fatto" [ispirata alla legislazione francese in vigore dal lontano 1999] la cui introduzione e il cui testo sono disponibili andando su: www.unpacsavanti.it/documenti/grillini.htm 
Questo lascia intendere che non si tratta di matrimonio, quello civile e religioso che tutti conoscono, ma semplici “unioni civili” che quindi, escluderebbero a priori qualsiasi beneficio o attribuzione (dettata dalle vigenti leggi italiane) come l’adozione e la separazione.
In Italia non esiste alcun riconoscimento legislativo per le coppie non sposate, sia dello stesso che di diverso sesso, nonostante alcune Regioni hanno approvato statuti che sarebbero favorevoli ad una legge sulle unioni civili. Cosa diversa, sono invece le leggi (per i matrimoni tra gay) approvate in altri stati, come Francia o Spagna, di cui spesso si sente parlare.
Paesi dove ad oggi sono possibili i matrimoni sono: Olanda, Belgio, Spagna, Canada, Massachusetts e Hawaii (USA) e nel Sudafrica.
Proprio a riguardo del CANADA, mesi fà leggevo di una sentenza canadese che legalizzavano i locali dove si pratica l’amore promiscuo con scambio di partner. Dovunque e comunque si parli di libertà e liberalizzazione è un fatto positivo per me!
Mi attristiscono e inquietano, infatti, notizie come quella in cui lessi di un ragazzo americano espulso dall’università battista a Williamsburg (Kentucky) in quanto gay. 

 (visita il suo blog, se vuoi)

Strano paese l’America, dove, nonostante si parli molto di parità sessuale con i gay che hanno più visibilità rispetto ad altre nazioni, e a 50 anni dalla rivoluzione sessuale, lanciata dal famoso biologo pioniere della sessuologia Alfred C. Kinsey (con i suoi libri scandalo Sexual Behavior in the Human Male e Sexual Behavior in the Human Fema), avvengono ancora simili casi di discriminazione sessuale. 

Ma ritorniamo in Italia, perchè stranamente, nonostante che alle coppie di fatto non siano riconosciuti gli stessi diritti delle coppie sposate, esistono delle eccezioni per alcune categorie di persone:
 – Giornalisti: nella coppia di fatto il partner può usufruire della Cassa mutua sanitaria in uso per la categoria professionale;
–  Onorevoli: usufruiscono dello stesso diritto dei giornalisti, ma in più possono trasmettere la pensione di reversibilità al partner sopravvissuto.
Quindi, al di là di strumentalizzazioni (matrimonio, adozioni, religione, etc.) credo proprio che una regolamentazione che stabilisca dei criteri e dei diritti, sia d’obbligo oltre che necessaria in un paese civile ed avanzato come il nostro.
D’altronde, anche la risoluzione approvata il 18 gennaio dal Parlamento europeo, in cui si condannano gli atteggiamenti di discriminazione, disprezzo e violenza contro le persone omosessuali, sollecita una equiparazione dei diritti delle coppie omosessuali.
Sebbene io sia un soggetto molto opened minded, con ogni cellula del mio corpo avulsa da qualsiasi tipo di discriminazione e perfino fautore di una piena libertà sessuale, alcune decisioni o scelte mi lasciano, a volte, dei grossi dubbi.
Leggo oggi sulla stampa: – Spagna, sposi gay adottano bimbo (Il primo caso nel paese)
Ebbene, se per caso dovessi votare ad un eventuale referendum sul diritto delle coppie gay di poter o meno adottare dei bambini, sarei molto indeciso sulla scelta. Non lo so, non ne sono sicuro, ma non credo sia il caso di arrivare a questo. Mi chiedo quali conseguenze psicologiche potrebbe subire un bambino nel vivere in un “famiglia” strutturalmente diversa dalle altre. E’ pure vero che sarebbe ricoperto d’amore e d’attenzioni e che appena possibile capirebbe che l’omosessualità non è una malattia o un peccato, ma d’altro canto v’è da valutare che i comportamenti sessuali e l’omosessualità sono sì dovuti ad un mix di fattori genetici e di stimoli intrauterini, ma anche a fattori familiari, sociali ed ambientali che influiscono durante l’infanzia e la pubertà particolarmente. Non sono né uno psicologo né un esperto in merito, ma mi viene da suggerire delle adozioni ad età. Ovvero delle pre-adozioni (limitate) per i soli neonati,  non oltre i primi anni del bambino, oppure delle adozioni illimitate per chi è già in piena età adolescenziale (dai 14-15 anni in poi) e solo dietro esplicito assenso del soggetto stesso. Sono sono esempi, tanto per fare due chiacchiere.
Che ne dite?
  

 
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