Luigi Tenco

 
Un giorno dopo l’altro

Un giorno dopo l’altro
il tempo se ne va
le strade sempre uguali,
le stesse case.
Un giorno dopo l’altro
e tutto e’ come prima
un passo dopo l’altro,
la stessa vita.
E gli occhi intorno cercano
quell’avvenire che avevano sognato
ma i sogni sono ancora sogni
e l’avvenire e’ ormai quasi passato.
Un giorno dopo l’altro
la vita se ne va
domani sarà un giorno uguale a ieri.
La nave ha già lasciato il porto
e dalla riva sembra un punto lontano
qualcuno anche questa sera
torna deluso a casa piano piano.
Un giorno dopo l’altro
la vita se ne va
e la speranza ormai e’ un’abitudine.

(Luigi Tenco)

Luigi Tenco nasce a Cassine in provincia di Alessandria nel 1938. Trasferitosi con la famiglia a Genova, dopo il liceo si scrive al biennio propedeutico di Ingegneria. In quel periodo forma parecchi gruppi musicali insieme agli amici dell’adolescenza (tra i quali, Gino Paoli, Bruno Lauzi, Fabrizio De Andrè, Marcello Minerbi, Ruggero Coppola, i fratelli Reverberi): il repertorio è più che altro composto da musica jazz e dai primi esempi di Rock & Roll. Luigi suona dapprima il clarinetto, poi si specializza con il sax.
Suona col gruppo Minerbi (che negli anni ’60 avrebbe fondato il gruppo dei "Los Marcello’s Ferials"), e poi nella band di Lino Patruno.  Fallisce due volte un esame e così cambia corso iscrivendosi a Scienze Politiche.
Nel 1958 va in tournée in Germania, con Celentano e Gaber; poi con Paoli ed altri amici forma il gruppo "I diavoli del rock".
Suona a Milano con Giorgio Gaber, Enzo Jannacci e Gianfranco Reverberi.
Qui quest’ultimo lo introduce negli studi di registrazione della Ricordi come strumentista. In breve tempo, passa dal saxofono alla voce: comincia ad incidere le prime canzoni, dapprima quelle scritte da altri, poi quelle di sua composizione.
Nel 1959 escono i suoi primi 45 giri. Da questo momento in poi  la sua vita artistica ha un escalation con una breve tournee in Argentina, interviste e provini cinematografici. Nel 1966 presso gli studi della RCA di Roma conosce Dalida. Qui tiene un recital all’Hotel Hilton di Roma dove viene fischiato dal pubblico. Da lì a poco nascerà la sua unione artistica con Dalida in vista del prossimo Sanremo del Gennaio 1967. La canzone "Ciao amore ciao" riceve pochi voti e viene subito eliminata.
Il 27 gennaio alle ore 2:15 circa, viene ritrovato morto da Dalida nella sua stanza d’albergo, la 219 nella dependance dell’Hotel Savoy di Sanremo.
 
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