VILLEGGIATURA 2006 – I Parte –

 
 
 
MARINA DI CAMEROTA
(I Parte)
 
 
Geografia
Golfo di Policastro, zona della provincia di Salerno anche conosciuta come  Cilento (da Alento). Ci troviamo nel noto Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, un dei parchi  Italiani più grande, a valle dell’Appennino campano-lucano e comprende i monti Alburni, Cervati , Gelbison,  Bulgheria e monte Stella.  
Il litorale salernitano con i suoi cento chilometri di estensione è noto per le sue località balneari come  Paestum, Agropoli, Castellabate, Velia, Palinuro, Camerota e Sapri oltre che per i suoi antichi ulivi o per le alici che un tempo si pescavano numerose. In alcune zone la costa è frastagliata con insenature e grotte piccole o grandi moolto belle.  Camerota, in particolare, posta nel cuore del Golfo di Policastro, tra Palinuro e Sapri, offre una costa molto frastagliata e spettacolare.
Qualcuno afferma che il nome "Camerota" derivi dal greco “Kamaroton” (fatto ad archi) proprio per la presenza di numerosi archi (grotte) che si incontrano sulla costa. 
Qualcun altro fa derivare  il nome alla bella Kamaraton che non condivise l’amore del giovane Palinuro ( il nocchiero di Enea) che se n’era follemente  innamorato. Il povero Palinuro per questo  si lasciò andare nelle acque che poi presero il suo nome. Per questo Venere trasformò Kamaraton  in una roccia posta nella località oggi per questo chiamata Camerota..
Camerota è un piccolo paese montano mentre la sua zona costiera, tra due promontori, viene chiamata come Marina di Camerota. 
 
Veduta aerea
Nel dopoguerra gli abitanti di Camerota, ma anche queloli delle attigue cittadine montane di Lentiscosa e Licusati, vivevano di agricoltura, di pesca e con la produzione di una particolare pianta erbacea locale che serviva a produrre corde vegetali. Di certo non bastava e così molti giovani furono costretti a emigrare in sud America, così come avveniva anche in altre città. Venezuela, Paraguay o Ecuador erano le mete preferite  ed oggi molti abitanti di Camerota sono proprio quelle persone che, andate via in cerca di fortuna, sono poi ritornate  per acquistare terreno e costruirsi una casa in quello che era la loro terra natia e dove amici e familiari erano rimasti ad aspettarli. Fino a pochi anni fa non era nemmeno tanto facile raggiungere Camerota dovendo percorrere, una volta arrivati al Vallo della Lucania, una sinuosa mulattiera passando per Futani. Oggi, invece, da poco tempo inaugurata, vi è una nuova strada che passando tra i monti porta fino a Sapri.
 
 
 
Morfologia & Architettura
Marina di Camerota è uin piccolo borgo che dal mare sale sulla collinetta circostante.
Non poteva mancare una piazza che qui, a forma quasi circolare, è molto grande al cui centro si trova  la chiesa di S. Alfonso dedicata però a San Domenico di Guzman santo a cui gli abitanti del posto tengono tanto.
Avendo costruito e modificato in un epoca  in cui probabilmente non esisteva un appropriato piano regolatore, non è insolito trovare case e palazzi dalle forme più strane che creano a volte vicoli stretti e bui.
 
 
Un vicolo
 
La via più grande  che collega la parte collinare con il porto è dedicata al liberatore venezuelano Simon Bolivar ed è piena di negozi, bar e ristoranti. 
 
 
Villa Mariosa vista dal mare   
 
 
 
 
Il porto visto dal terrazzo di via Trieste 
 
 
 
 
Il molo 
 
Tra le tante vie, ve n’è anche una dedicata al  Leone di Caprera, una innovativa ed unica  imbarcazione, un misto tra un velioero ed un sommergibile chamato "Leone di Caprera" perche sfidò  l’Atlantico partendo da Caprera ed arrivare a Montevideo.  Tra i tre marinai uno, Pietro Troccoli , era di Marina di Camerota . Per molto tempo tale imbarcazione era visitabile in una grande grotta sulla spiaggia di Lentiscella, a pochi passi dal cimitero di Marina di Camerota.  
 
 
Il Leone di Caprera   
 
In ricordo del marchese Don Placido de Sangro c’è  la via del Marchese con un ristorante soprannominato "la cantina del Marchese" mentre di quello che era il suo castello oggi rimangono solo le mura esterne. A causa dei due promontori, a  Marina possiamo distingure tre spiaggie: quella centrale o del porto, quella della Calanga a nord e quella di Letiscella che è il continuo della spiaggia del porto.
 
 
La spiaggia Calanga, con la torre dell’isola  
 
 
  
Grotte Preistoriche & Pittoresche
Sulla strada che porta a  Lentiscella si trova una grotta chiamata “Sepolcrale” perché  furono trovati i resti di un ominide soprannominato camerotense, vissuto nel periodo Paleolitico e quindi diverso da quello di Neanderthal .  Anche le grotte successive, come quella detta della Serratura, sono chiuse e sotto tutela del ministero dei beni archeologici.
Ma tutta la costa con le sue grotte sommerse o visitabili  via mare sono state studiate e rivestono importanza a livello naturalistico e geologico perchè in alcune sgorga acqua dolce sia dall’alto che dal basso creando stalagtite e stalagniti con la presenza di alghe color smeraldo. In acluni posti è anche presente acqua sulfurea che a parte l’odore crea incrostazioni colorate ai bordi dei crostoni rocciosi.
 
 
 
Grotta S.Maria   
 
Il litorale
Il litorale camerotano è lungo circa 22 Km. partendo dalla foce del fiume Mingardo (confinante con Palinuro) ed arrivando alla spiaggia di Mergellina, poco prima di Scario. Ogni insenatura piccola o grande viene chianata "cala" come Cala del Cefalo, Cala Finocchiaro,  Cala D’Arconte , Cala Fortuna, Cala Monte di Luna, Cala Bianca, ecc.
 
 
Il litorale visto da Capo Grosso     
 
 
 
Un faraglione a Monte di Luna   
 
 
  
 
Chi non possiede una barca può facilmente ricorrere a qualche pescatore del posto o alle apposite cooperative turistiche, che sul molo di Marina organizzano continue escursioni e viaggi organizzati. Al di là delle piccole insenature e spiaggette in cui ci si può sostare, quello che più affascina in un eventuale escursione “coast to coast” verso Palinuro o verso Infreschi e viceversa, è la roccia costiera e il mare.  
 
Porto Infreschi   
 
 
 
 
 
 
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