Ossa e Vita

 

TESCHI

 

 

 

Lo studio e la passione per i teschi nasce all’ Accademia di Scienze (Department of Ornithology and Mammalogy) della California grazie ad alcuni addetti.
Il professore di anatomia Raymond Bandar è un appassionato di teschi. Un terzo di tutte le ossa presenti nel dipartimento di scienze è opera del suo lavoro. Il suo primo teschio ricomposto e ristrutturato risale a 50 anni fa.
Douglas J.Long è un antropologo che ha viaggiato in molti paesi per ricercare e catalogare qualunque tipo di fossile (uccelli e mammiferi).
Sul sito del dipartimento dedicato ai teschi in particolare, le ossa acquistano un valore artistico oltre che scientifico. Pertanto, chi visita "SKULLS" trova la perfetta ricostruzione di decine di  interessanti teschi animali e di campioni con spiegazioni scientifiche sulla funzionalità e diversità strutturale degli stessi. Inoltre lo studio dei denti risulta molto utile nel capire i problemi che affliggono una popolazione (animale, uomo compreso) per trovarne spiegazioni e rimedi.
 

 
L‘Home page dell’Accademia di scienze attira, invece, per la grande quantità di notizie e materiale presente.
Interessante l’articolo sulla vita estrema, ovvero in quali estreme condizioni ambientali è stata trovata una qualche forma di vita. La scoperta e lo studio di tali organismi in riferimento alla loro grande adattabilità e differenziazione, ha certamente allargato il modo di intendere la "vita". In questa ottica la possibilità di trovare forme di "vita" su altri pianeti, del tutto diversi dalla Terra, diventa più probabile e concreta.  L’articolo,quindi, accenna ad alcuni organismi viventi che i ricercatori hanno trovato presenti in alcuni ambienti estremi.

IL WORM DEL CALORE

 

Nel 1977 fu scoperto un particolare tipo di verme tubolare il cui habitat era rappresentato
dagli sfiati idrotermali nelle profondità marine dell’oceano Pacifico. Si chama "Alvinella pompejana" soprannominato "fumatore nero" ed  è un essere lungo circa 15 cm. che vive grazie alla simbiosi con solfobatteri. La novità non risiede nella profondità (2000 metri), nella temperatura (circa 80-90°C) o nella presenza di solfuro di idrogeno dell’ambiente nei quali tale organismo vive, condizioni di per sé particolari, ma dal fatto che questi esseri viventi formano un ecosistema diverso da quello conosciuto fino ad allora con organismi fotosintetici alla base del loro ciclo alimentare. Infatti tali vermi, sono privi di bocca e di intestino e al loro interno sono popolati da colonie di batteri che intraprendono tutte le funzioni digestive ed escretive, producendo energia proveniente dalla trasformazione del solfuro d’idrogeno, il loro alimento. Fino a quel momento l’animale più resistente alle alte temperature era stata la formica del deserto (60°C). I bluastri peli esterni dell’animale sono in effetti formati da enzimi termo-resistenti prodotti dai batteri. 

IL VERME DEL GHIACCIO

 

Le riserve di metano nelle profondità del sottosuolo (oceaniche) sotto forma di idrati di metano formano un vero e proprio ecosistema. I cristalli dell’idrato del metano sono dei composti solidi formati da acqua e gas naturali (generalmente metano), che si formano a bassa temperatura e alta pressione. Queste condizioni sono comunemente verificate nel fondale marino. Passano rapidamente dallo stato solido allo stato gassoso se portati a condizioni ambientali di pressione e temperatura, liberando gas metano ed acqua. Se congelato, tale "ghiaccio" può essere maneggiato senza avvertire sensazione di freddo e si incendia facilmente, per questo è chiamato il "ghiaccio di fuco".Sempre nel 1977 fu scoperto un particolare verme che viveva sulla superficie dell’idrato del metano, chiamato verme del ghiaccio, che si alimenta dei batteri che "mangiano" il metano. Tali organismi sarebbero perfino indispensabili per la catena alimentare di Mitili e altri organismi marini.

BATTERI IMPOSSIBILI

 

Parlando di ghiaccio, non possiamo non citare il Crypotendolithotrophs, una forma di vita microbica ritrovata nel ghiaccio antartico a circa mille chilometri di distanza dal Polo Sud, ad una profondità di 1.249 metri. E’ un organismo psicrofilo, ovvero che vive alle bassissime temperature, grazie alla produzione di proteine antigelo e alla presenza di una membrana esterna ricca di acidi grassi polinsaturi.
Col termine di "barofili" si identificano una specie di batteri che vivono alle alte pressioni, fino a 1200 bar, come quelli trovati nella fossa delle Marianne a 11.000 metri di profondità.
Poi vi sono quelli che popolano perfino il lago salato della California (Mono Lake) dove la concentrazione di sale è il triplo rispetto all’acqua dell’oceano e per questo più densa e molto alcalina (pH 10). Qui oltre a microrganismi (tipo Tindallia californiensis) il lago sostiene plankton e anche gamberetti. Lo studio del  mono lago è importante per gli astrobiologi  perché l’ultima acqua su Marte  ha esistito probabilmente in laghi molto salati.
 Per concludere questa carrellata di esseri viventi super resistenti, possiamo menzionare il "Bacillus subtilis Wild 168", che ha spore resistenti ad una esposizione allo spazio (vuoto, -270 °C, raggi UV) e il "Deinococcus radiodurans",  che resiste a 200 volte la dose di radiazioni letale per gli umani.

 

 

 

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