SESSO E INTELLIGENZA

IL SESSO NON E’ PER SECCHIONI!


Dicci quanti rapporti sessuali hai e conosceremo il tuo QI.


La rivista “Psychology Today” ha reso noto i risultati di un sondaggio condotto dalla ‘National Survey of Family Growth’,  una ricerca sulla vita sessuale degli americani che ha analizzato a fondo la vita sessuale di numerose persone (maschi e femmine) e di come lo stato socio-economico e il quoziente di intelligenza (QI) hanno influito sulla loro attività sessuale (“Sex, status, and reproductive success in the contemporary United States”).
Mi spiace per i cervelloni,  ma da questo studio emerge che la vivacità della vita sessuale è inversamente proporzionale al QI. La sociologa Rosemary Hopcroft dell’università della Carolina del Nord, che si è occupata del progetto, sintetizza: «l’intelligenza è associata negativamente con la frequenza dell’attività sessuale….. più è alto il tuo livello di istruzione, minore è il numero di partner che si avranno nel corso della vita».
Addirittura, i laureati avrebbero la metà delle possibilità dei coetanei diplomati.
Ma lo studio ha coinvolto anche soggetti giovani e, anche in questo caso, i risultati non cambiano.
Tra gli adolescenti che si dedicano di più allo studio, i secchioni praticamente, vi è la maggior percentuale di soggetti ancora vergini.
Qualcuno potrebbe obbiettare che, probabilmente, tra di essi vi sono ragazzi meno ‘piacenti’, invece non è una questione di look, perché anche a parità di bellezza i più intelligenti sono meno interessati al sesso.
E’ logico supporre che questi soggetti dedicano meno tempo alle attività ricreative e ludiche, con una ‘vita sociale’ meno attiva. Le ragioni di tale peculiarità sono forse legati alla biologia e la teoria dell’evoluzione.
Lo psicologo evoluzionista  Aurelio José Figueredo dell’Università dell’Arizona, approfondisce il tema ipotizzando che ‘chi è più intelligente’ ha ‘più risorse’ ed anche se ha meno possibilità di riprodursi, qualora avesse un figlio, avrebbe però, più risorse da dedicargli.

A peggiorare le cose, si aggiunge lo studio del biologo Scott Pitnick dell’università di Siracusa, sull’evoluzione del cervello in relazione alla selezione sessuale. Dopo aver comparato la grandezza del cervello e dei testicoli di 334 specie di pipistrelli, egli è arrivato alla conclusione che la grandezza del cervello è inversamente proporzionale a quella dei loro testicoli. Detto in parole povere, gli animali con un cervello meno sviluppato hanno testicoli più grandi e quindi sono anche più fertili. Per Pitnick una spiegazione probabile per questa relazione potrebbe riferirsi alle esigenze energetiche di produrre e mantenere sia le cellule del cervello che dello sperma, i maschi non possono permettersi il lusso di gestirle entrambe in maniera prevalente.

Concludendo, se siete ancora in tempo, decidete voi…. cultura o sesso?

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